Piacenza, 28 aprile 2026 – Dante Boninfante, primo allenatore di Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza, è stato ospite della ventisettesima puntata di After Hours – La SuperLega di notte, il talk trasmesso in onda ogni domenica alle 21.30 in esclusiva, gratuitamente, sulla piattaforma DAZN e in differita sul canale YouTube di Lega Pallavolo Serie A con Andrea Zorzi, Andrea Brogioni e i protagonisti della Serie A Credem Banca.
Tanti i tempi toccati durante la trasmissione che ha visto protagonisti oltre a Dante Boninfante anche Massimo Eccheli (Vero Volley Monza), Damiano Catania (Allianz Milano), Candido Grande (Cisterna Volley), Stefano Santuz (Sonepar Padova), Fernando Gabriel Garnica (Virtus Aversa) e Kristian Gamba (Tinet Prata di Pordenone).
Consapevolezza di gruppo – Le emozioni quest’anno sono state tantissime e forti. Ho ringraziato lo staff tecnico e sanitario perché abbiamo vissuto una stagione travagliata, però siamo stati bravi a non far mai pesare ai ragazzi problemi o assenze, dando loro fiducia come ad inizio anno l’avevamo data a quelli che dovevano giocare un po’ di più. Questo ci ha aiutato a mantenere la rotta dritta e ha dato un po’ di consapevolezza in più sulle qualità tecniche e morali del gruppo.
Fotografia di Simon – Il primo approccio con Simon, la scorsa estate, è stato questo. Gli ho detto: “Tu quest’anno farai il capitano”. E lui “No, non ho mai fatto il capitano, poi devo parlare, incitare i ragazzi…”. E io: “Però se dovessimo vincere qualche coppa, sarai tu a doverla alzare!”. Si è calato perfettamente nel ruolo. Dicevano che fosse eccezionale da allenare, ma avendolo in squadra ho potuto apprezzare anche che persona eccezionale sia. Fino al suo recupero ci è mancato tanto in campo, ma non ha fatto mai mancare il suo apporto: veniva a bordo campo a raccogliere i palloni, per stare lì con gli altri.
Lo stile calmo – Cerchiamo di essere dei giusti comunicatori e secondo me con la calma il messaggio arriva prima. È normale avere attimi di nervosismo. Durante gli allenamenti sono diverso. Si riprende quando bisogna riprendere, quando bisogna arrabbiarsi ci si arrabbia. Ma in partita lo stile è quello, non tanto per essere alla Liedholm, quanto per dare una mano in più ai ragazzi.
Gruppo coeso – Soprattutto nei momenti di difficoltà legati agli infortuni, il gruppo si è unito tanto. Tante volte viene dato merito all’allenatore, ma devi avere la fortuna di trovare un gruppo di persone che stanno bene fra di loro. Il nostro non è un gruppo perfetto fatto da giocatori eccellenti, ma di persone che hanno accettato i propri difetti e hanno saputo aiutare i compagni.
I centrali di Piacenza – Quando abbiamo cercato Comparoni, arrivava da un campionato da titolare e da protagonista a Grottazzolina. Gli ho spiegato che avrei avuto piacere ad averlo con noi, ma davanti aveva Simon e Galassi. E lui in maniera molto umile ha detto: “Vengo volentieri, darò il mio contributo anche solo per qualche punto e voglio esserci”. Su di lui avevamo fiducia indiscussa. Quando si è fatto male Simon, ha dimostrato il suo valore. Quando poi Seddik si è dovuto fermare per un problema alla schiena, il mercato ci proponeva solo di andare solo su qualche giovane. Abbiamo individuato in Iyegbekedo un’ottima alternativa, è arrivato molto volentieri – dal France Avenir, una sorta di Club Italia francese di A2 – e ha giocato titolare anche contro Perugia, facendo un’ottima partita. Quello dei centrali è stato un settore falcidiato, però abbiamo avuto la possibilità di vedere in campo ragazzi molto validi. E il resto della squadra li ha aiutati alla grande.
Su Verona-Civitanova – Non parlerei di calo di Verona. Mi aspettavo una crescita della Lube. Rispetto all’anno scorso, quest’anno hanno giocato senza Chinenyeze e senza Lagumdzija. Ma la squadra l’anno scorso aveva dimostrato di giocare bene queste sfide intense e alla fine hanno meritato.
La conferma di Mandiraci – Lui ha altri due anni di contratto, bisognava solo resistere agli “attacchi” dei club turchi. Per poter avere il più forte giocatore turco in casa si sono sbizzarriti. Ma il ragazzo è contento da noi e continuerà da noi, sicuramente anche l’anno prossimo. Un ragazzo che crescerà ancora, ha capacità di apprendimento molto rapide, vuole vincere, vuole stare al top e sicuramente i Play Off con Modena e Perugia, la Coppa Italia, l’amore che c’è stato per lui e i palazzetti pieni, fanno venire voglia di restare.
Due aggettivi per Bovolenta e Porro – Bovolenta si è confermato, avevo aspettative alte per lui, lo definirei “maturo”. Un ragazzo che ha lavorato, ha ascoltato e si è sempre messo in discussione. Porro è stato una scoperta ed è ancora da scoprire, ha ancora margini di miglioramento, deve capire che può fare ancora di più, ce l’ha nelle corde.







