Piacenza, 03 giugno 2026 – Si è svolta nei giorni scorsi presso l’Università di Padova, nell’ambito del General Course “Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, la conferenza “Sport e pace: la tregua olimpica” organizzata, in collaborazione con RUniPAce e Cattedra Unesco, dal Prof. Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, e coordinata dalla dott.ssa Antonella Stellitano membro della Società italiana di Storia dello Sport e dedicata all’approfondimento del legame tra pratica sportiva, costruzione della pace e tutela dei diritti umani. Alla conferenza è intervenuto, insieme a rappresentanti delle Istituzioni sportive e ad atleti del mondo olimpico e paraolimpico, l’avvocato Luca Tosini, Founding Partner Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza.

L’iniziativa ha offerto un’occasione di confronto interdisciplinare sul valore della tregua olimpica quale strumento simbolico e operativo per favorire il dialogo tra i popoli, la cooperazione internazionale e la diffusione di una cultura della nonviolenza. Nel corso dell’incontro è stato messo in evidenza il ruolo dello sport come ambito privilegiato per promuovere inclusione, rispetto reciproco e trasformazione positiva dei conflitti.

Particolare attenzione è stata rivolta alle esperienze di sportive e sportivi impegnati nella promozione dei diritti umani, le cui testimonianze hanno contribuito a evidenziare il potenziale dello sport come veicolo di sensibilizzazione e cambiamento sociale.

Tra gli interventi quello di Luca Tosini, socio e avvocato di Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza, ha offerto una prospettiva legata al contesto sportivo professionistico, sottolineando l’importanza della responsabilità sociale delle organizzazioni sportive e il loro contributo nella diffusione dei valori di pace e legalità.

Luca Tosini: “Lo sport è un veicolo dalle potenzialità enormi per sensibilizzare l’opinione pubblica. Ogni operatore sportivo ha il privilegio e la responsabilità di dare il proprio contributo. Anche noi, come club, siamo consapevoli di questo ruolo. Non abbiamo la presunzione di raggiungere target planetari, ma sentiamo il dovere di condividere quei valori che abbiamo appreso attraverso le nostre esperienze agonistiche. Il rispetto dell’avversario, il riconoscimento delle differenze e la capacità di accettare la sconfitta sono principi che la società dovrebbe fare propri non con l’obiettivo di eliminare il conflitto, ma per imparare ad attraversarlo in modo costruttivo, rendendo possibile la convivenza prima che possa degenerare. La nostra esperienza nel Sitting Volley, oltre alle soddisfazioni sportive che ci ha regalato, ci ha profondamente arricchiti. Ci ha permesso di conoscere e valorizzare una disciplina straordinaria, capace di racchiudere alcuni dei più autentici valori dello sport. Per questo crediamo che il Sitting Volley meriti maggiore attenzione mediatica e una diffusione più capillare, anche magari all’interno dei programmi scolastici, affinché sempre più persone possano scoprirne il valore educativo, inclusivo e sociale”.

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