Piacenza, 07 maggio 2026 – Nell’ambito del progetto scuola, una rappresentanza di Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza stamattina ha partecipato ad un incontro con una cinquantina di studenti delle seconde classi della Scuola Secondaria di Primo Grado “Vittorio Alfieri” di Rivergaro che si è tenuto nella Casa del Popolo Auditorium di Rivergaro.

Coordinato da Vittorino Francani, Referente di Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza per il progetto scuola, dalla Vicedirigente Scolastica Elisabetta Fanzola, presente Marco Sala Assessore allo Sport del Comune di Rivergaro, durante l’incontro, per un’ora, Elia Aquino classe 2009 opposto e Davide Filagrana, classe 2010 centrale entrambi giocatori del settore giovanile della Società biancorossa, Matteo Antonucci  e Francesco Caminiti, responsabile tecnico il primo del settore giovanile e tecnico il secondo del settore giovanile, Gabriele Camisa e Giovanni Maria Monteverdi, atleti della squadra biancorossa di Sitting Volley, hanno parlato ai giovani studenti.

“Siate curiosi – ha sottolinea la Vicedirigente Scolastica Elisabetta Fanzola – perché oggi avete la possibilità di conoscere da vicino il mondo dello sport e della pallavolo in particolare. È questa un’ottima occasione per sentire dalla voce di ragazzi che hanno pochi anni più di voi, la loro esperienza e quanto lo sport sia inclusivo”.

L’Assessore allo Sport Marco Sala nel portare i saluti del Sindaco ha esortato i ragazzi a “chiedere, ascoltare, vivere totalmente questa esperienza facendo domande” mentre Matteo Antonucci e Francesco Caminiti hanno parlato del compito di un allenatore del settore giovanile, di come si svolgono i campionati, gli allenamenti per poi fare riferimento a come i ragazzi come Aquino e Filagrana pur giovanissimi si impegnano per emergere nello sport che amano.

“Noi cerchiamo di fare realizzare ai nostri ragazzi un sogno, quello di potere giocare in SuperLega. L’esperienza – ha sottolineato Matteo Antonucci – che vogliamo portare a tutti voi è quella che i sogni si possono realizzare partendo dalle cose semplici, ognuno di voi può iniziare a lavorare per raggiungere il proprio sogno, io parlo di pallavolo ma ci sono altre discipline, altri sogni che si possono raggiungere con volontà”.

Diversi gli argomenti toccati nel corso dell’incontro: da come si gioca il Sitting Volley a come ci si alimenta, da quanto sia importante fare squadra.

Elia Aquindo, diciassette anni, opposto, frequenta la Scuola Alberghiera. Ha giocato fino all’età di 12 anni a calcio, poi dopo un allenamento ha deciso di giocare pallavolo, fa parte dell’Under 17 biancorossa.

“La pallavolo – ha sottolineato Aquino – richiede molto tempo, se fatta con passione ti porta ad ottenere grandi risultati. Ho giocato diverse finali regionali, qualcuna l’ho vinta, qualcuna l’ho persa ma non mi sono mai sentito sconfitto perché se in campo dai sempre tutto non esci mai sconfitto”.

Davide Filagrana, sedici anni, centrale, fa parte dell’Under 17 biancorossa, ha iniziato a giocare a pallavolo a Pontenure: “ad un certo punto volevo smettere, poi è arrivata Gas Sales Bluenergy Volley e mi ha fatto tornare la voglia di giocare. È un impegno che prende tante ore ma aiuta a crescere, si fanno nuove amicizie, la scuola e la pallavolo possono coesistere ci vuole però volontà”.

Giovanni Maria Monteverdi e Gabriele Camisa, atleti della squadra Gas Sales Bluenergy Sitting Volley, hanno spiegato agli studenti le differenze tra una squadra indoor di pallavolo e una squadra di Sitting Volley, hanno parlato della loro esperienza in questa disciplina paraolimpica e sottolineato che “la disabilità non è una barriera ma una ricchezza che fa vedere le cose in maniera diversa”.

Giovanni Maria Monteverdi ha spiegato cos’è il Sitting Volley e ha sottolineato che è “uno sport che aiuta a superare i propri limiti, le proprie paure, non si perde mai. È uno sport di fatica, fa fare gruppo e questa è la cosa più bella”.

Gabriele Camisa, giocatore normodotato della squadra biancorossa di Sitting Volley, dopo aver sottolineato “che quando si è seduti per terra non si notano differenze tra i giocatori normodotati o con chi si ha disabilità” ha puntualizzato il fatto che “è il disabile che include il normodotato e tutti sono trattati nello stesso modo”.